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Itinerario 9: Pizzo Straciugo, m. 2712
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Tempo di percorrenza: h. 2
Dislivello: m. 673
Difficoltà: EE
Segni di vernice: nessuno
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Il pizzo Straciugo è la montagna più alta della Val Bognanco superando anche se di pochi metri il più noto Montalto. E' una montagna poco salita a causa di vie d'accesso molto lunghe, faticose, e con notevole dislivello partendo dai paesi della valle, ma pernottando al rifugio Alpe il Laghetto diventa una gita piacevole e divertente dove è quasi abituale avvistare marmotte camosci, e numerosi stambecchi, che incuranti si lasciano avvicinare. La cima è sulla linea di confine italo-elvetico ed è un autentico bel vedere, sulla regione, In una giornata limpida la vista spazia dai quattromila del Sempione del Vallese e del Rosa, al gruppo Andolla - Bottarello, dalle montagne dell'Ossola alla pianura padana. Sul crestone dello Straciugo le tracce di sentiero sono discontinue e la parte finale della salita pur non presentando difficoltà di rilievo richiede un poco d'attenzione.
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ITINERARIO
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Dal rifugio Alpe il Laghetto seguire la traccia che in diagonale taglia il versante della montagna, passa al di sotto di una caratteristica grotta naturale poi sale ripida alla bocchetta m. 2180 (ben visibile dal rifugio) che immette nella zona dei laghi di campo.
Seguire il sentiero che in leggera salita passa accanto ai ruderi dell'alpe Campo m. 2220 ed arriva al primo dei laghi. Salire sempre in diagonale al secondo lago m. 2279 e continuare sempre nella stessa direzione sino a sormontare il crestone che scende dalla cima del pizzo Straciugo e che divide la zona di campo dall'alpe Straciugo. Giunti al suo apice nei pressi di una croce metallica, lasciare la traccia che scende all'alpe e risalire il crestone pressoché sul filo, aggirando eventualmente a sinistra le asperità, per tracce di sentiero sino ad arrivare ad una zona franata sotto la cima.
A questo punto lasciare la cresta ed attraversare a sinistra sulle due frane per circa cento metri fino a raggiungere un crestone secondario, risalire quest'ultimo su blocchi e zolle erbose sino sulla cima a m. 2712, dove sotto il segnale è posto il libro di vetta.
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