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Itinerario 10: Cima D'Azzoglio, m. 2611
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Tempo di percorrenza: h. 1.30
Dislivello: m. 571
Difficoltà: EE
Segni di vernice: nessuno
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La cima D'Azzoglio è una montagna massiccia, ben visibile da Domodossola, perchè situata al centro della catena di montagne che sono alla testata della Val Bognanco e fanno da sparti acque tra Italia e Svizzera. Il panorama dalla vetta non ha niente da invidiare al suo vicino e più alto Straciugo e la sua salita in termini di tempo è la più breve di tutte le salite che si possono effettuare con partenza dal rifugio.
Sul versante Italiano sovrasta i laghi di Campo, la valle del Vallaro ed il fornale d'Oriaccia. Sul lato Svizzero si snoda un possente crestone che degradando da origine alle alture del Tschawinerhorn e dell'Irghilihorn per poi andare a spegnersi nei pressi delle alpi di Waira nella Zwischbergental. tutti gli itinerari di salita su questa cima sono selvaggi e privi di un vero e proprio sentiero, si snodano su tracce discontinue lasciate per lo più da animali e facili passaggi rocciosi su blocchi. L'itinerario qui proposto risale la parte alta della cresta S-E, un'ascensione facile e divertente, adatta per chi vuole cimentarsi per la prima volta con l'arrampicata.
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ITINERARIO
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Seguire il sentiero a monte del rifugio passando vicino ai ruderi d'alcune baite, salire stando a destra del torrente che scende dal vallone soprastante sino a raggiungere il bacino di raccolta delle acque che servono per la turbina del generatore del rifugio, da questo punto la traccia scompare. Proseguire ancora per alcune decine di metri quindi guadare il fiume, e senza percorso obbligato, sfruttando magari le tracce degli animali, risalire ripidamente il pendio formato da spalti erbosi e qualche roccetta, in direzione della ben visibile cresta sud-est della Cima d'Azzoglio a circa metà del suo sviluppo. Giunti sul dosso erboso della cresta risalirla su tracce di passaggio, incontrando di tanto in tanto facili e divertenti passaggi rocciosi alternati a zone erbose arrivando sull'anticima sud, da qui scendere brevemente ad una sella tra quest'ultima e la cima vera e propria, salire ancora per tracce di passaggio il pendio fino a raggiungere l'ometto di vetta.
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